La sostanza della critica
Le ambizioni di aggiornamento del weblog sono state soddisfatte. La cronica pigrizia subisce un arresto e mette da parte la discontinuità. Dissacrare è un mestiere, la cui responsabilità a volte fa godere gli intelletti che si barcamenano tra critica (poco auto- in verità), e ironia (questa più auto-). Nell’angolo c’è un tipo di lettore, colui che si imbeve dei giudizi altrui, facendoli propri, e poi un’altra razza, colui che si informa, raccoglie dati, recepisce, assorbe e confronta. La lettura comporta l’attivazione di immunità contro i germi delle ingerenze di chi si appropria della tua mente nei minuti di fragile inconsapevolezza. Eppur l’intelletto si muove. Ha da muoversi. Soffre la sete di parole non ammucchiate a caso, vuole agitarsi e ribellarsi all’overload di fogliacci. Solo così la memoria si veste di contenuto. Solo così la conoscenza può trasformarsi nella “sostanza della critica”.