lebowskiana

   quando si gioca a bowling da soli

 

Blog archivio
oggi
febbraio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
marzo 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
settembre 2005
marzo 2005
gennaio 2005
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003

>cinefiLink
Film.Tv
Internet Movie Database
Harvard film archive
Spietati
Expanded cinemah
Senses of cinema
Cinematografo
Off-screen
Effetto notte
Frame on line
Cult frame
Close-up
Central do cinema
Cinema Studio
CineFile
>musicofiLink
Onda Rock
New Musical Express
Rockout
Only angels have the wings
Freakout
Movimenta
Piero Scaruffi
>about blog
Splinder
Blog.it
Blog Aggregator
Contact Lebowskiana
Counter
visitato *loading* volte
Blog Aggregator 3.0 - The Filter


03/11/2003  
 
Arendt e Weil

Nel marasma di articoli sopravvissuti nei miei cassetti-cassaforte ho recuperato uno scritto di Antonio Gnoli. Risale al 14 novembre del 1996, il titolo è “La strana coppia”. Gnoli intervista Roberto Esposito e ne recensisce il libro appena pubblicato. Il titolo all’epoca mi incuriosì molto :“L’origine della politica”.

La creatura uscita dalle stamperìe si compone di pagine che mettono a confronto due pensatrici che hanno squartato il Novecento dal suo lato peggiore. Hanna Arendt e Simone Weil, donne che è difficile accaparrarsi ideologicamente, annoverate tra quegli autori che non sono ascrivibili ad alcuna scuola, che hanno posto alla politica domande talmente radicali da far esplodere le tradizionali categorie con cui la si indagava. Ma chi è Hannah, e chi è Simone?

“Fino alla fine Simone Weil resterà una donna sola, senza amori, né amicizie, lei non appartiene al mondo ma semmai a quella linea di confine fra ciò che è terra e ciò che non lo è. Hanna Arendt è invece sicuramente una figura che vive fortemente la dimensione mondana, non rinuncia agli amori, alle amicizie. A vederle (queste due donne che non si sarebbero mai incontrate) sembrano agli antipodi: visibile, raffinata, disponibile la Arendt. Invisibile, sporca (come rilevò poco gentilmente Bataille), intransigente la Weil. C’è qualcosa che colpisce nella loro duplice avventura esistenziale: è il lato femminile della filosofia. Qualcosa, insomma, che ha a che fare con la vita stessa. Ed è tanto più urgente e curiosa la loro battaglia, in quanto si misurano con ciò che di più maschile esista: il potere, la violenza, la forza. Come dire? Due donne entrano per la prima volta nella storia della filosofia con un pensiero che mette in crisi quella stessa storia. Hannah e Simone usano entrambe categorie dai tratti femminili, che rovesciano una tradizione di pensiero che vede nella morte un punto di vista da cui guardare le vicende filosofiche.

Per approfondire : Roberto Esposito “L’origine della politica” Donzelli.

postato da francescabowie | 20:21 | commenti (2)