Because the night
L'illogico palinsesto della terza rete mi fa prospettare un notte insonne, figlia dell'attesa per Il settimo sigillo. Punterò la sveglia e mi riapproprierò della mia cinefilìa, o forse la cinefilìa si riapproprierà di me.. Mi arrovello su Buongiorno, notte e sugli occhi prismatici di Chiara, sulla rassegnazione del prigioniero onorevole, sull'arresto di Enzo. Pellicola dignitosa e degna di essere vista. Sono devota alla saletta, al film d'autore e so anche che don Andrea coraggiosamente ha riaperto il Fatima, un cinema che esala un olezzo-mistura di umidità e incenso. Poltroncine obsolete e ricche di storia di intense proiezioni ti accolgono e non ti lasciano andare più via. L'inverno sa di quelle proiezioni, di serate freddolose infrasettimanali e di infinite attese. Il limbo autunnale non conserva neanche il suo pavimento-tappeto di foglie rinsecchite, assiste alla furia di queste parole che tramortiscono e travolgono come uno tsunami.
Attenti! A passeggiar tranquilli sul lungomare si rischia anche di esser trascinati via o al massimo di essere vittima di qualche assalto di ratti cascanti dalle palme, all'uopo trasformatesi in dimore confortevoli per topi et similia. Sconsiglio dunque romantiche soste sulle panchine.
Ma come siamo giunti al lungomare dal Fatima? Sono gli scherzi che la stanchezza mi gioca. Le palpebre impunemente si socchiudono, di colpo fluiscono nuove immagini : me che ricorro all'amore come ad una strategia per la stabilità. E poi musiche e parole. Canti fragili e connubi di emozioni, di sentimenti nuovi e aperti. Ritrovo il filo, mi rialzo, è un cordone ombelicale. Forse è vero, questa casa a volte sembra un reparto neonatale, peggio di una clinica per mentecatti!