Making of (non)Sense
Cosa ha preceduto la nascita del blog? Sicuramente un'agenda. Una scandiscigiorni con relativo talloncino da strappare per segnalare l'avvenuta dipartita delle settimane che trascorrono, magari con qualche intestazione, tipo "Banca delle risorse diaristiche" e qualche frasetta iniziale dal valore di "premessa della mia vita" et cetera (ogni tanto rispolverare il latino farebbe anche bene). Non siete interessati periodicamente da una specie di incontrollabile narcisismo, di sindrome-vacuità interiore da disoccupato? La mia dark fiber (Geert Lovink non intendeva quello che intendo io!), ha reclamato una seria amplificazione dello spazio disponibile. Non si è più accontentata di inchiostro su carta morta e non accessibile ad alcuna tipologia di lettore. E questa materia blobbante reclama le sue ragioni, si origina come moto di narrazione, come sommossa di un "dentro" fin qui nascosto, fin qui non letto, fin qui mai proposto. Dovrei finirla di prendermi così sul serio e sputacchiare frasette meno velenifere. Che strano dualismo che vive qui, inizialmente serietà grossolana e poi tanto mettersi alla berlina... Come per dire: ho tante cose da dire, ma a chi veramente interessa? Cavoletti! La blogghite si sta acutizzando, e queste pOstole stanno crescendo sempre di più... Comunque sempre meglio di una malattia venerea.