Controcanto
Cosa posso inventare e reinventarmi, se stanotte non ho la smania da articolista, se non ho cronache sul caso da proporre, se cerco risposte nel mio manoscritto non letto, se leggo pagine e non ricordo nulla. Vorrei che il buon senso si globalizzasse, che interessasse anche larga parte di chi filosofeggia sputtanando materia grigia, e di chi stronca i film senza averli visti. I barlumi delle mie movenze ansiose e poco ardite hanno senso relativo mentre cerco di coniugare verbi che non mi si addicono: fingere, sghignazzare, ironizzare. Controvento, controccorrente, ma oggi tutto ciò ha ancora significato? O siamo artigiani del nulla, e il nostro è uno scalpello immaginario che plasma sabbiose statuine pronte a dissolversi alla prima nuova onda? Le risposte continuo a cercarle nelle gioie e le pene vissute in un libro di poesie, in un romanzo che aspira ad essere foglio vivo, e nel gioco delle mie movenze nervose, eppur autentiche...