Gli irsuti favoriti
Mi sento come un pittore che non vuol studiare la prospettiva e crede di essere per quel motivo un genio. Anche se quella non è genialità, ma è pigrizia, come diceva lo scrupoloso Salvador Dalì. Ma pigrizia e genialità non costituivano un perfetto binomio? Lo sconforto mi assale osservando i manifesti che campeggiano sul muro qui di fronte: Raduno bandistico, Festa del turista, Sagra di una non ancora ben identificata paiocca… Eventi "illustri" che imbrattano la mia giornata immersa nella memoria di ben altri eventi e manifestazioni. Un giro intorno alla fontana di Place Stravinski, l’arrivo al Beaubourg, la conseguente immersione in una realtà che non è la mia, ma che ambisce ad esserlo. Invece mi tocca il "raduno bandistico". Qui sotto il vetro che c’è sullo scrittoio ostento la mappa del romanzo della nuova America, foto, la locandina di Jules et Jim, Paris Texas, il Ponte Carlo a Praga; vorrei che ascoltaste con me il rumore che fa il mio picchio di legno quando lo autorizzo a muoversi. Sapevate che Ammaniti, l’autore di Fango, ha scritto il suo primo libro mentre scriveva la tesi di laurea, suppongo fosse in biologia, se male non ricordo. Questo mi incoraggia, vuol dire che partorire una tesi di laurea e la mia attività parallela di compositrice di frasi senza senso non mi qualifica soltanto come perdigiorno, ma come potenziale scrittrice, di successo o meno chissà. Mi accontenterei di essere una Hornby al femminile, molto best-seller woman. E se mi cimentassi davvero? Sarà che si avvicina il ventotto, dopo-domani per la precisione, ovvero il giorno in cui Marte si avvicinerà alla Terra in maniera strabiliante, come mai non fece, ed è forse questo il motivo per cui mi sento così aliena-ta.
L’universo-studiolo racchiude tanto di quel che sono, qui mi specchio e immagino che mi crescano quegli irsuti favoriti che caratterizzavano Dalì, annodo i capelli come la donna de "La toilette" di Henri Toulouse-Lautrec, insomma vivo nella dimensione-immaginazione che ti fa scrivere libri da nascondere in un cassetto. Quel cassetto da aprire al momento giusto per diventare la J.K. Rowling del momento! Magari!!!