Fammi paura
Ho deciso estemporaneamente di dedicare questo periodo a me stessa e partire per le mie immaginate vacanze... Abrogato il solipsismo degli ultimi giorni passo alla dimensione-coppia, cercando di non mantener più fede alla filosofia del Bowling alone, almeno per un pò... Necessito di una "nuova onda" non soltanto sonora, si addicono bene le metafore marine a questo periodo direi. Son stanca di ascoltare sdegnosi remix di Battiato, direi che "We Three" di Patti Smith è una colonna sonora invitante ora come ora. Sfogliando il dizionario di Hinsie-Campbell, che nulla ha a che fare con Mereghetti et similia, ma è un dizionario medico di psichiatria, leggo che vi hanno incluso anche il solipsismo, il cui assunto dice che "il mondo esterno esiste unicamente per soddisfare i nostri bisogni". Il testo forse non si adatta bene al microcosmo-spiaggia, per cui ho optato per Miti d'oggi di Roland Barthes, capitolo sullo Striptease. Dice che lo striptease si poggia su una contraddizione: desessualizzare la donna nel momento stesso in cui si spoglia. Si può dire, continua Barthes, che si tratta in un certo senso di uno spettacolo della paura, o piuttosto del "Fammi paura", come se l'erotismo si arrestasse ad una sorta di delizioso terrore di cui basta annunciare i segni rituali per provocare l'idea di sesso e insieme la sua esorcizzazione. Una di quelle letture illuminanti, che mi fanno pensare che forse è meglio che io partaaaa...