Remix visivo
Non nascondo di sentirmi come un "bradipo in preda ad una dose eccessiva di barbiturici". Una "conditio sine qua non" per la creazione… Apatia creativa?!
Il lavoro uccide ogni stimolo creativo, ed in questo momento non ostento ritmi nipponici, anzi sembra che le mie ore di libero professionismo nel fancanzzismo si stiano espandendo. Creatività e genio, chissà perché al momento dal mio sottobosco personale di pensieri-visioni-letture in ordine sparso, emerge l’immagine di Parigi ne La Jetée di Chris Marker. Hidekazu Minami ha reinterpretato in un remix visivo questo mediometraggio-capolavoro. "L'opera di Minami ricompone l'esperienza cronologica dei diversi personaggi del film, cosicchè la visualizzazione tiene conto della temporalità degli eventi mostrando i punti di vista dei personaggi stessi nello stesso momento, con una poetica focalizzata su una sequenzialità parallela. Se nell'immagine in movimento ciò che conta maggiormente è il tempo, ecco un altro esempio di destrutturazione creativa, così come i programmi di fotoritocco per le immagini hanno consentito di fare con le fotografie dieci anni fa" (tratto da Neural).
Di remix visivi incastonati nella mia mente ve ne sono tanti.
Tante immagini ferme che ricostruisco per abitare una distanza, per creare un tempo parallelo, che esiste dentro di me. Una sequenza che è frutto di una personale ristrutturazione, un tempo parallelo "condiviso", e soltanto immaginato. Ma chi dice che immaginazione non sia v i t a?
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