Il corpo che fu

La vista di seni cascanti, tristi fondoschiena sedentari, incolta peluria che protegge buccia d’arancia color carne, non mi abitua ad accontentarmi. L’asimmetria del corpo, la carne traboccante, sono tutti elementi di un quadro asservito al tempo che passa. Il carattere è un plusvalore. Si tende a sparire per il provvisorio rifiuto del corpo dell’hic et nunc. La prigione è il corpo che fu.
Vado alla ricerca di pensieri freddi, distaccati dal corpo liscio e da curve allineate.
E’ l’ora del banchetto senza regole e delle menti a convivio.