Sinonimi e traduzioni
Esistono sinonimi che esprimono una delicatezza d'intenti soltanto apparente. "Didietro", "natiche", a volte mi suggeriscono che il bel parlare è "velleitario" e fine a sé stesso.
C'è chi ama la sintesi, chi si inasprisce per l'uso superficiale dell'idioma così ricco e succulento. La mia posizione è chiaramente poco snob a riguardo, non sono del partito : "chi parla bene pensa bene". Anzi chi pensa bene a volte parla malissimo... I "diciamo" ripetuti a iosa, l'infelice intercalare che caratterizza il parlato...
Essere buoni oratori : vorremmo tutti esserlo. Se poi lo fossimo e non avessimo lo speaker's corner adatto? La "visibilità" è un punto cruciale. Chi può negarlo.
C'è poi chi fa scelte programmatiche, una specie di pianificazione esistenziale che non lascia margini di apertura. Chi sceglie il suo buen retiro e non verrà mai ascoltato, letto , citato. Chi è postumo già prima di nascere come artista. Chi vive l'isolamento come risoluzione della mancanza d'ispirazione, come fase di riflessione sul già vissuto. Poi c'è chi lo subisce l'isolamento.
Nel frattempo mi indigno per la scarsa "significatività" delle traduzioni in italiano dei titoli dei film. Ieri sullo schermo, Lost in translation è diventato L'amore tradotto. Meno male che l'inglese è una lingua conosciutissima. Altro caso, Intolerable cruelty dei fratelli Coen diventato impietosamente Prima ti sposo e poi ti rovino. Ci sarebbero segnalazioni innumerevoli in questo campo, sconce operazioni traduttorie da portare alla luce.
Chiudo con Giacomo Debenedetti:
"L'arte è sempre rivelazione di destino, valevole, nelle sue cifre luminose e oracolari, per tutto il succedersi delle generazioni, finché l'uomo amerà la poesia, cioè - lasciatemi credere - finché l'uomo sarà uomo".*
*E' il trepido auspicio che chiude lo scritto che reca in calce la data "Maggio 1949", letto nel settembre dello stesso anno a Venezia al Congresso internazionale del Pen Club e pubblicato integralmente nel 1952 come prefazione alla edizione mondadoriana della prima serie dei Saggi critici la cui prima pubblicazione, per le Edizioni di "Solaria", è del 1929.
http://www.giacomodebenedetti.it/alle_frontiere.html
Hemmings
David Hemmings è morto, come dimenticarlo?
http://www.imdb.com/name/nm0376101/