Per una storia del presente
Sto respirando. E’ una pausa mentre mi dimeno tra opere inevitabili. Ci vorrebbe un vino, magari secco. Di quanti prolegomeni ho bisogno? Questo è il mio cruccio compagnoso. Ma forse dovrei fare un balzo rispetto alle introduzioni di altri e sopraggiungere al fuoco.
Si sa che esiste il gusto personale, ma questo può ridimensionarsi di fronte alle pagine dal volto necessario, le pagine amiche/nemiche che rientrano facinorose nei miei fogli-velleità di scrittrice.
Non ascolto i consigli e divago. Non ascolto e così scontento i desiderata degli altri, che impiegano il tempo ad investire in visibilità. Procedo in un buio dove l’approdo di fortuna si chiama storia. Che poi tanto di fortuna non è. E tutti continuano con le informazioni generali mentre io ho trovato il presente tra le pieghe del passato ricorsivo. Quando il cervello si adegua all’oggetto, la volontà ingrana (rilettura – T.Negri Pipe-line.Lettere da Rebibbia Einaudi).