Eno-Falsità
Se ci fosse soggetto per questo blog dispensato da filo conduttore, esso non sarebbe più specchio delle mie variazioni umorali e di interessi. Nel reticolo di pagine si avverte un oltraggio alla linearità, forse? Chi decide se frullare e agitare tutto così risulti poco leggibile? E' forse un oltraggio al lettore? Sono questioni che non lascian tracce, quando si scrive del proprio cut-up emotivo, di passaggi interiori non previsti. Sfogliando tra retorica sul pantadattilo e opinionismi su varie ed eventuali, si trova anche questo tentativo di mapparsi perchè è l'era dell'accesso, della privacy che non c'è ma si reclama, dei falsi sommelier che consigliano il buon vino. A volte però l'annata non è la migliore. Il retrogusto è quello che costruisco, nella mia testa, per liberarla dai condizionamenti olfattivi, quelli che niente affatto solleticano le narici mentali. Già, gustiamo con convinzione queste enospecialità esistenziali... Domani non avremo il classico mal di testa da sbronza. Quel mal di testa magari ce lo procureranno la percezione di avere meno soldi in tasca e la nostra incapacità di vedere il bicchiere mezzo pieno, come qualcuno si affanna a suggerire. Ma se il bicchiere qualcuno ce lo riempie di nefandezze e vino fasullo vi assicuro che nessuno ci salverà da quel mal di testa.
P.P. (Post puntualizzazioni o puntualizzazioni sul post)
A proposito del titolo del post, non ci avevo pensato ma qualcuno potrà pensare a Brian Eno, se non approfondisce. Naturale che non c'è alcun riferimento...
My Bloody Valentine
E' un venerdì tredici: nessuna variazione di programma, nessuna intenzione di muoversi. Si nidifica meglio di venerdì tredici, è la superstizione a suggerirlo. E poi, domani, ancora nessuna variazione, un valentino santo perchè smanceroso protettore di baci, benedetto dall'ufficio marketing della Perugina. Nei dintorni si avverte smania di sottolineare che c'è un amore da ricordare. E poi finalmente domenica, che non è solo un film di Truffaut, in questa circostanza.
Nella foto My Bloody Valentine, di cui vi consiglio Loveless, grande album.
Paranoia querulans
Non mi va di lavorare all'unisono, sono dissinergica oggi. Non mi preoccupa rigare dritto... Se anche scegliessi una strada dritta, ci troverei un fosso, che, nella mia mente, sarebbe stato scavato da qualcuno. Scientificamente si chiama paranoia querulans. Dichiaro la mia ignoranza e provvedo a darle un'altro nome: delirio di persecuzione, attitudine alla lite. Mai dimenticare il latino per nobilitare il post anonimo, quello improvvisato, quello che ha sapore di sfogo rassegnato. Io sarò querulomane, ma questo post si dissocia, ha funzione di argine alla polemica fluente. E' un post che si fa scivolare addosso l'umore dell'autrice. E così scrivere questo post mi fa l'effetto di una narcosi, una narcosi necessaria. Forse il titolo giusto potrebbe essere : Riflessioni di una querulomane in preda ad una narcosi necessaria!!!
|
|