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   quando si gioca a bowling da soli

 

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30/01/2004  
 

Security

Torno tra quattro pareti, la mia auto si riposa dopo essersi improvvisata pattinante su strade-lastre di ghiaccio. La curiosità potrebbe estinguersi se mi procurassi Night of the hunter, sarebbe una scelta allettante per un'onesta e solitaria proiezione domestica. Già non ho ancora visto La morte corre sul fiume e voi? La mia punteggiatura continua a vivere "a parte" nelle pagine che scrivo. Ora è di nuovo giorno, aspettando la risoluzione filmica del pomeriggio, si blogga placidamente. Howard Dean, candidato democratico potenziale alla sfida di novembre con Bush, invece non lo fa più, placidamente. Ha licenziato Joe Trippi, artefice della sua innovativa campagna blogghista. Federico Rampini dall'Estremo Occidente ci da la notizia della svolta tradizionalista e lobbysta di Dean nel post di giovedì 29 gennaio : http://blog.repubblica.it/rblog/page/FRampini . Se noi puntiamo sul blog per una visibiltà auto-riscattante e liberatoria, il caro Dean puntava ad una campagna giovanilista che però non lo ha aiutato a quanto pare, visti i risultati in Iowa e New Hampshire nelle primarie. E così da "battistrada", è diventato inseguitore, come segnalato nell'articolo sul sito del sole24ore :

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=350094&chId=14&artType=News&back=0

Che fine farà Blog for America?! Addirittura lì si trovano le foto dei supporter del "pentito" Dean. Aspettando di deliziarmi con Night of the Hunter leggo anche http://www.copyfight.org/ , curatrice una donna niente male: Donna Wentworth. Una web-writer che leggo spesso, anche attivista dell'Electronic Frontier Foundation. Ve la consiglio. Facendo un giretto sul blog di Giorgino Dabliu, soprattutto sull'Agenda del presidente si legge insistententemente e innumerevoli volte la parola security... Homeland security, national security, social security, economic security... Una sola parola: security! Il suo blog dovrebbe chiamarsi, tanto per fare il verso a Dean, security for America! Ma da questo Bush chi ci mette al sicuro?

postato da francescabowie | 14:37 | commenti (9)


20/01/2004  
 

Cattivo gusto

Guardavo acqua piovana stampata sulla finestra mentre tu eri impeganto nelle tue poco convincenti convincenti schitarrate... (Della serie "punteggiatura superflua per quest'esordio di oggi scritto con l'aiuto di Blue di Joni Mitchell)

Che Joni Mitchell mi faccia male? Azzero e ritorno ai Grateful dead, bel collage per l'udito. Dark star e i suoi ventitre minuti mi aiutano a sopportare l'idea che dovrò impegnarmi sul serio nel pomeriggio appena rrivato... Mi capita di diventare razzista nei confronti del cattivo gusto.

Mi spiego, non puoi detestare un film come L'anno scorso a Marienbad o la Nico di I'll be your mirror. Più che di cattivo gusto, si tratta di insensibilità.

Come dar avvio all'auto-addestramento al buon gusto? Quel talento è innato. Ma voi ancora mi leggete? Tanto so che la maggior parte di voi e noi, includo anche la medesima, vorrebbe lavare a secco le proprie macchie, musicali e cinematografiche, senza farsi il bagno di offese. A questo punto metto a disposizione i miei gusti come merce di scambio, si vede che non vi ho torturati abbastanza. Per alcuni certi film o dischi sono come calci dati con quei tacchi terribili che porta la famigerata Nina di Tekken. A proposito sapevate di un'ordinanza del tribunale del riesame di Bolzano che sta avendo un riverbero internazionale sulla legittimità della famigerata "modifica" della Playstation? *

* http://www.lastampa.it/_web/_INTERNET/copyfight/default_copyfight.asp

postato da francescabowie | 14:23 | commenti (15)


06/01/2004  
 

Low profile

 

I fastidi autobiografici tracciano i confini di questo laboratorio di irragionevole scrittura. Voglio insediarmi nella conversazione con frasi a sproposito, compiere  un assedio progressivo su questa scena vuota. Così leggo adorabili pezzi autobiografici in rete, accurate mappe personalizzate di emotività che si congiungono a vie fatte di suono e visione*. 

Questo è gennaio, pieno di scadenze esistenziali, scansioni di tormenti casalinghi. Questo è gennaio quando "Low" gira senza sosta nel lettore e nella mia testa. Questo è gennaio sul calendario punteggiato da povertà di impegni e intenzioni. Nei giorni dove parlare è un'opzione, dove varcare la soglia di questa camera blu risente di troppi e pesanti sforzi. Nell'esclusivo exit poll dei sensi sembra che il tatto ne esca sconfitto. Mi abituo a toccare con gli occhi. Mi abituo ad ascoltare, a resistere alla mia volontà doppiogiochista. Ma gli onesti sensi reclamano una fase tattile, un progetto di intreccio attivo e non remissivo. Parto da questo impreciso disegno, educarsi all'auto-protezione e all'idea dell'incolpevole desiderio di ridere, come se l’indecisione fosse connaturata alla missione.  Ecco la vita, figlia della media tra caso e scelta. (Sghignazzando) Il mio gennaio spaventa…

 

 

* http://www.velvetgoldmine.it/testi/Low.html

 

L’immagine ritrae Irene Jacob in Trois couleurs : Rouge di Krzysztof Kieslowski (1994)

 

 

postato da francescabowie | 16:59 | commenti (13)