Got me a movie
I want you to know
Slicing up eyeballs
I want you to know
Girlie so groovy
I want you to know
Don't know about you
But I am un chien Andalusia
Il folletto Frank Black si ispira a Le chien Andalou ed ecco che ne vien fuori una song di quelle che non sanno cos'è un dimenticatoio... Debaser . e basta... Che poi vorrebbe significare??? Leggo che il verbo to debase vuol dire avvilire, svalutare... Dunque debaser sta per chi svaluta, chi deprezza... Forse degradante, ma a me piace pensare al sostantivo debaser, non all'aggettivo...
Remix visivo
Non nascondo di sentirmi come un "bradipo in preda ad una dose eccessiva di barbiturici". Una "conditio sine qua non" per la creazione… Apatia creativa?! Il lavoro uccide ogni stimolo creativo, ed in questo momento non ostento ritmi nipponici, anzi sembra che le mie ore di libero professionismo nel fancanzzismo si stiano espandendo. Creatività e genio, chissà perché al momento dal mio sottobosco personale di pensieri-visioni-letture in ordine sparso, emerge l’immagine di Parigi ne La Jetée di Chris Marker. Hidekazu Minami ha reinterpretato in un remix visivo questo mediometraggio-capolavoro. "L'opera di Minami ricompone l'esperienza cronologica dei diversi personaggi del film, cosicchè la visualizzazione tiene conto della temporalità degli eventi mostrando i punti di vista dei personaggi stessi nello stesso momento, con una poetica focalizzata su una sequenzialità parallela. Se nell'immagine in movimento ciò che conta maggiormente è il tempo, ecco un altro esempio di destrutturazione creativa, così come i programmi di fotoritocco per le immagini hanno consentito di fare con le fotografie dieci anni fa" (tratto da Neural). 
Di remix visivi incastonati nella mia mente ve ne sono tanti. Tante immagini ferme che ricostruisco per abitare una distanza, per creare un tempo parallelo, che esiste dentro di me. Una sequenza che è frutto di una personale ristrutturazione, un tempo parallelo "condiviso", e soltanto immaginato. Ma chi dice che immaginazione non sia v i t a?
http://www.thejetty.org/
"Che penserà la gente, Mr. Kane?" "Quello che dico io" Quarto Potere, Orson Wells

Le parole non agitano soltanto "aria"
Lasciatemi dire: le parole convertono. Non sono certo un cadeau per lo spirito quando hanno forma di dileggio. E le parole scritte? Quelle che regalano memoria all’esistenza, quelle che obbediscono al potere, quelle che insinuano dubbi, quelle che ricostruiscono un cosmo sottilmente nascosto, quelle che ti salvano dall’impasse disorientante… Le parole vivono negli aggettivi che infastidiscono, nei paesaggi verbali che rilassano ed emozionano, negli antri dove la mia essenza riesce a spogliarsi . Sono quelle che mi interpretano male, quelle che interferiscono tra me e gli altri, quelle che si cantano, incantano, disincantano… Quelle che si cancellano e poi ritornano. Quelle come le mie, dal significato sempre in evoluzione…
Il caso "Jeanne"
Non raramente si disserta sul significato di normalità. Affronto la questione con coloro che popolano la mia esistenza, quasi ogni sera. A tal proposito voglio riportare brevemente un caso di nevrosi ripreso da Tempo e inconscio a cura di Maria Giordano: il caso "Jeanne". Nel corso di una seduta terapeutica, questa paziente meridionale ha lasciato detto : "La realtà non è che… esiste obiettivamente… non è che… io… che… che sono gli altri che sono meglio di me… cioè che siamo a due livelli… non lo so… o che sia che… perché in fondo se c’è una differenza fra due… due situazioni… se c’è una differenza è chiaro che uno sarà più sopra e l’altro sarà più sotto… però insomma è relativo… la realtà non è che… appunto… non è che siano gli altri… come si fa a stabilire? ".
La giovane donna era una studentessa universitaria, il suo linguaggio risulta tormentato, ma colto. Questa premessa mi sembra utile, per mettere a fuoco la chiusa del discorso "Come si fa a stabilire?" . Non sempre sussiste una netta linea di demarcazione fra normalità e non. Lucrezio compose il poema filosofico De rerum natura per "intervalla insaniae". E "talvolta la stessa follia è una maschera, che nasconde una conoscenza troppo sicura e fatale" (iperbolica affermazione di Nietzsche). Sembra anzi che tal rischio sia un prezzo da pagare. Dunque quando mi diranno : "Tu non sei normale", questa sarà la mia risposta: "Felice di non esserlo".
Democrazia della visibilità
Al via la decodifica del "post", che non ha nulla a che fare con il prefisso post di postfordismo, postmoderno, postavanguardia… Qui il "post" è inteso nel senso bloggante. Il post : l’entità letteraria senza identità. Si sono sviluppate seccanti querelle a proposito della ricchezza contenutistica sciorinata nei fogli immateriali pubblicati nella blogosfera, come al solito si sottovaluta la componente della "selettività". Perché sottolineare soltanto l’aspetto della selvaggia produzione di diaristici scrittarelli (a questo punto cosa pensare della nuova tendenza a photobloggare?!) invece della natura distributiva democratica che il web-log garantisce, abbassando la necessità di competenze informatiche per poter trasporre on line il proprio "narcisistico" (!) materiale prodotto… Credo, in tutta onestà, che questa incontrollabilità riformi l’accesso alla visibilità. Si apre l’era dei mycontent-managers… Sembra uno di quei vocaboli che escon fuori quando clicchi su "Il Generatore di Stronzate per la Web Economy". Eccovi il link :
http://www.phibbi.com/extra/gswe.php
Il comunicattivo
Ogni mattina alle ore undici e quaranta tutti sintonizzati su RadioUno, va in onda "Il comunicattivo" . Oggi si è esplorato il pianeta Blog, il nostro pianeta! Il nuovo terreno di gioco per l’immaginazione ed è stata letta una mail della sottoscritta. Lebowskiana è stato citato! Un ringraziamento ai comunicattivi!
http://www.igorrighetticomunicazione.it/notizia.asp?id=3303
Centesima Finestra
Massive Attack ieri in concerto a Napoli. Chi se li è persi?Io no.
Women make movies
Ho letto un’intervista alla direttrice del Festival del cinema che realizzano a Creteil - “Films de femmes” – ormai da venticinque anni. Il festival dedicato integralmente al cinema... delle donne! La prima edizione fu realizzata nel settantanove, un anno dopo la mia venuta al mondo! Nell’intervista si ribadisce l’intento di mostrare oltre le gerarchie e nello spettacolo medesimo tutti gli aspetti della produttività femminile. Cosa ne pensate? Se ha senso un festival del cinema interamente al femminile, in quale prospettiva sarebbe giusto inquadrare la questione? Io sono d'accordo con Donatella Massara, che così argomenta: "Al primo impatto sconcerta che a Parigi, metropoli europea le donne siano contemporaneamente al centro di una manifestazione così imponente (e ben retribuita) e dubbiose di senso sulla propria politica esistenza. Invece, dopo averci riflettuto, mi sono accorta che è straordinario questo dubbio. Sono solo le donne che riescono a stare nelle istituzioni e allo stesso tempo chiedersene il senso, questa politica è esattamente il rovescio del comune senso dello stato. Nonostante che le organizzatrici del festival di Creteil abbiano una struttura organizzativa più simile all'impresa con compiti precisi e gerarchci che alla maniera politica dei movimenti femministi, nonostante che un partnenariato istituzionale ampio le sovvenzioni e sostenga, le organizzatrici si interrogano sul senso di quello che stanno facendo offrendo alle altre donne anche la propria disponibilità a cambiare. " . Volevo aggiungere che il suggestivo manifesto qui riprodotto, con protagonista la Venere di Milo, risale alla prima edizione.
http://www.filmsdefemmes.com/
La domenica è un interstizio tra il sollazzo e la routine.
Limbo in cui lievitano intenti di riempimento.
La mente è statica e immobile, patisce la paralisi da calura.
La serenità di cui vantarsi non è esente da perigliose svolte.
Non sono flemmatica, vivo in una quarantena volontaria,
vittima di Femme Fatale dei Velvet Underground.
A volte i testi delle canzoni si insediano nei miei discorsi,
s’impigliano nel mio essere.
Sono testi vissuti.
Illusioni di immedesimazione.
Sto ritornando allo stato fetale,
gli arti si stanno formando,
tutto si è riavvolto,
sono rappresa, ferma.
In fondo sono innocua.
Bowling alone
Un bicchiere di vino con qualcuno. Quante volte nell'ultimo anno? Questo quesito lo pone Robert Putnam nel saggio, ormai diventato un classico, dal titolo (ma guarda un pò!) Bowling alone. Una chiara metafora per metter in luce la fine inesorabile della community life in America. Ovvia la risposta... Anche troppi! Naturalmente se partecipassi alle "Viniadi" (esistono davvero!) sarei un avversario battibile, non sono una degustatrice nè una provetta sommelier... Di enologi dell'ultima ora ce ne sono già troppi! Dunque beviamoci su, sembra esser questa la filosofia imperante... Su che cosa, poi? Beviamo sulle donne cecene kamikaze, sulla SARS che sembra esser stata debellata, sulle geniali battute del silvio nazionale al parlamento europeo, sulla falsa autoironia... Possiamo davvero farlo? Nasconderci nel box-stupidario, giusto per mixarci col resto, per perdere di identità, politica e non, o bloggare restando fedeli al motto "Don't hate the media be the media"? Smontiamo e ricomponiamo, riapriamo la black box. Al di sopra del mio intento di mono(b)logare, c'è quello di diventare un filamento di un tessuto connettivo, come direbbe Deleuze, rizomatico; dunque quello di essere una net-citizen a tutti gli effetti. Allora, per riprendere Putnam e la domanda sopracitata, forse quei bicchieri di vino non sono troppi, ma sono ancora troppo pochi...
http://muse.jhu.edu/demo/journal_of_democracy/v006/putnam.html
"Non abbiamo bisogno di comunicazione, al contrario ne abbiamo troppa. Abbiamo bisogno di creatività. Abbiamo bisogno di resistenza al presente." Gilles Deleuze e Felix Guattari
Camera con vista
Continuo col tormentone della "bella vista". Hannibal Lecter desiderava ardentemente averne una, si affannava a riprodurre nei suoi disegni i tanto agognati paesaggi fiorentini. Credo si rivolgesse a Jodie Foster così: "La memoria, agente Starling, è quello che ho al posto di una bella vista". Anche Lucy nel noto "Camera con vista" di James Ivory aveva simili ambizioni. Una vista sull'Arno, dunque sempre Firenze. Io mi accontenterei di molto meno. Cerco di evitare la retorica che potrebbe nidificare sull'argomento. Ricordo l'espressione "orgasmo oculare" adoperata in una lettera dal mio freund in riferimento alle Alpi svizzere. Com'è strano il destino, adesso vive sulle Alpi, anche se non credo conservasse ambizioni alpine. Dal punto di vista fotografico credo che le valli altoatesine meritino, dunque vi lascio alle suggestioni di questo landscape così lontano (quasi mille chilometri), eppure così vicino (nei mille modi che potete immaginare).
"Ma c'è qui qualcosa di più pauroso: il silenzio." Rainer Maria Rilke
Latte più e white russian
Ricordate i "droogs" kubrickiani? Alex e la sua brigata, assidui del Korova Milkbar amanti del Latte più? Magari c'è qualche coincidenza con il Dude del Grande Lebowski che sembra berne litrate di latte più... Che il White russian sia una versione coeniana del Latte più? Nel Latte più del Korova si nascondeva una mistura psichedelica, suppongo. Sembra indispensabile che io mi documenti sulla preparazione del più volte citato White Russian. Sembra che latte non ce ne sia, ma che ci sia la panna. Probabilmente un pò di Latte più dopo questa dissertazione mi farebbe bene... Che ne dite? Certo a guardare fuori dalla finestra ti viene proprio voglia di sana e pura mescalina, guardatela un pò 'sta favela... Neanche tanto nascosta poi. Se questo sconfortante panorama fosse soltanto una visione da abuso di mescalina, saremmo tutti più contenti. Soprattutto la sottoscritta..
Pissing in a river
Quel lestofante di Nick Hornby mi ha rubato l'idea... Ha scritto un libro che si chiama 31 songs, dove ogni racconto prende spunto da una canzone. Che originale, eh? Per giunta ha pensato alle mie stesse canzoni, Pissing in a river di Patti Smith è una di queste... Cavoletti! Nonostante lo sgarro subìto continuo ad apprezzarlo. Anche se non ho ancora letto il suo ultimo libro, provvederò presto. Lo amo perchè ama la musica, quella che amo io. Chissà se ama anche Mozart?! In ogni caso devo comprare alla Feltrinelli "Rock, pop, jazz e altro" dove si trova un divertente manuale di sopravvivenza contro i "rock snob", quelli che non tollerano "alcuna ignoranza per quanto riguarda la storia della musica pop e sono capaci di prendersela a morte se non avete mai sentito nominare Jack Nitzsche". E che dire della sua frase, che a questo punto faccio mia : "Scrivo un libro, perchè non so scrivere canzoni"?! Semplicemente "necessario".
Aggiungo, se siete degli addicted e amate alla follia i Pixies rispondete a queste domandine e scoprirete che canzone siete: http://www.eyeofdog.com/QuizPixies.html
E se diventassi bionda?! Che ne dite?!

Blogica sovversiva
Insegnatemi i principi "blogici", se esiste una Web-logica, una via maestra... Al momento solo andirivieni di idee e pensieri inespressi e qualche curiosità , che non è mai di troppo... Non riesco a staccarmi dalla tastiera, quindi mentre faccio le ore piccole rabbrividisco al pensiero che la Joplin avrà come sua reincarnazione sul grande schermo la Zellweger. Mi interrogo sul perchè di certe scelte. Il drugo risponderebbe che il cinema non è il suo campo... Già... Il bowling è il suo campo. Lebowskiana cerca di farlo : abbattere tutti i birilli della web-logica. Chi converge su questo punto sa che il vino o in tal caso il white russian, che sembra essere una proustiana madeleine, può fare quest'effetto. Dopo aver visto Respiro di Crialese mi vien voglia di visitare Lampedusa. Sembra però che ambizioni "parigine" prendano il sopravvento...
L'Atalante
Dopo diversi anni, sabato notte per la precisione, finalmente hanno ritrasmesso l'Atalante di Jean Vigo su Fuori Orario. Evviva! Truffaut lo annoverara tra i suoi film preferiti. Adesso anch'io potrò finalmente vederlo.
Debutto Francescocentrico
Il mio esordio, all'insegna di una grottesca concisione, sembra adattarsi all'assenza di tema che caratterizza questo blog. Per ora propongo la fra-versione in fatto di musica-cinema-poesia et cetera... Ah, dimenticavo qualcuno ha già fatto un j'accuse per la foto un pò francescocentrica, ma d'altronde...
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